Adobe CS4 e cecità ai colori
sabato, gennaio 17th, 2009In prossimità dell’inizio dell’Adobe CS4 On The Road, evento nato per presentare la nuovissima Adobe CS4 che partirà da Bologna il 27 gennaio 2009 per poi proseguire a Padova, Firenze, Torino e Bari, prendo spunto da un articolo di Tiziano Fruet scaricabile in pdf da rivistedigitali.com per affrontare il tema della cecità ai colori.
Fruet, nel descrivere le principali novità di Photoshop cs4, scrive:
Per quanto a prima vista possano disorientare, le voci deuteranopia e protanopia dentro al menù Visualizza sono decisamente utili e offrono una simulazione a monitor di come le immagini verranno viste dagli utenti affetti da daltonismo. Il tipo di daltonismo più diffuso è la protanopia, una cecità più accentuata per il colore rosso, che colpisce una percentuale non trascurabile della popolazione maschile (nelle donne è molto meno diffusa); segue la deuteranopia, ovvero una cecità più accentuata per il colore verde. In un’ottica di usabilità questo diventa molto importante sia per la progettazione di interfacce di navigazione (Web o software), sia per la progettazione grafica cartacea, e proprio per questo Illustrator presenta le stesse voci. Per avere maggiori informazioni circa questa logica vi invitiamo a visitare il sito del Cudo (Color universal design) all’indirizzo [www.cudo.jp/e].
A quanto pare c’è stato un interesse della Adobe che ha portato a sviluppare software con tali funzioni, sicuramente utili per la progettazione di interfacce di navigazione in un’ottica di accessibilità. A livello internazionale infatti sono da poco uscite le WCAG 2.0, mentre in Italia la Legge Stanca è in vigore dal 2004 e sancisce al Requisito n. 6 (Decreto Ministeriale 8 luglio 2005: Requisiti tecnici e i diversi livelli per l’accessibilità agli strumenti informatici.)
Garantire che siano sempre distinguibili il contenuto informativo (foreground) e lo sfondo (background), ricorrendo a un sufficiente contrasto (nel caso del testo) o a differenti livelli sonori (in caso di parlato con sottofondo musicale); evitare di presentare testi in forma di immagini; ove non sia possibile, ricorrere agli stessi criteri di distinguibilità indicati in precedenza.
Nelle WCAG 1.0 il riferimento ai problemi di cecità ai colori era molto più esplicito:
Checkpoint 2.2
Assicurarsi che le combinazioni fra colori dello sfondo e del primo piano forniscano un sufficiente contrasto se visti da qualcuno con deficit percettivi sul colore o se visti su uno schermo in B&N. [Priorità 2 per le immagini, Priorità 3 per il testo].
Nelle WCAG 2.0 occorre rifarsi al
Principio 1: Perceivable – Information and user interface components must be presentable to users in ways they can perceive.
Guideline 1.4 Distinguishable: Make it easier for users to see and hear content including separating foreground from background.
Nelle WCAG 2.0 come spiega Michele Diodati nel suo libro Accessibilità Guida Completa, sembra esserci qualche diversità nella valutazione del contrasto tra primo piano e sfondo:
Nelle WCAG 1.0, il contrasto tra primo piano e sfondo deve superare due soglie definite da due diverse formule: una per il calcolo del contrasto cromatico (la soglia deve essere maggiore di 500) e una per il calcolo della differenza di luminosità (la soglia, in questo caso, deve essere maggiore di 125). Le due formule e le criticità del metodo sono state illustrate alla fine del Capitolo 5.
Le WCAG 2.0 cambiano strada. Invece di due formule, una sola, molto più semplice. L’algoritmo delle WCAG 2.0 ha il pregio di eliminare il calcolo della differenza cromatica usato nelle WCAG 1.0, focalizzando la propria azione, come è più corretto che sia, sul solo calcolo della differenza di luminosità, che è l’elemento realmente discriminante per l’accessibilità dei contrasti tra primo piano e sfondo (si legge nel documento Understanding WCAG 2.0: “I deficit di percezione del colore possono influenzare in qualche misura il contrasto di luminanza. Tuttavia, nella raccomandazione, il contrasto è calcolato in maniera tale che il colore non costituisce un fattore chiave, così che anche le persone che hanno un deficit nella visione dei colori avranno un contrasto adeguato tra il testo e lo sfondo”).
Ulteriori risorse a disposizione di chi fosse interessato a valutare la conformità dei colori scelti per i propri progetti sono:
- vischeck.com dove è possibile vedere, inserendo l’URL, come un utente affetto da protanopia, deuteranopia o tritanopia percepisce la pagina web scansionata;
- Luminosity Colour Contrast Ratio Analyser di Juicystudio.
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