UBI Banca VS ING Direct
sabato, settembre 19th, 2009ING Direct è una delle Banche Online più grandi al mondo. Fa parte del gruppo olandese ING ed è presente in Italia dall’aprile 2001 quando si afferma nel mercato dei prodotti di risparmio con il conto di deposito Conto Arancio. Nel 2004 entra nel mercato dei mutui, ad ottobre 2008 lancia il Conto Corrente Arancio e ad aprile 2009 il Trading Online.
Secondo quando dichiarato dalla stessa Banca nella sezione chi siamo del suo sito web, i punti cardine della ING sono: semplicità, convenienza, trasparenza e sicurezza. Il suo successo si fonda su un modello di business innovativo e su un approccio di semplificazione del complesso mondo bancario. Per entrare in contatto con ING basta chiamare, collegarsi al sito, oppure rivolgersi alla rete di agenti in attività finanziaria ARANCIONET.
ING DIRECT è la prima banca a focalizzarsi sull’offerta di un solo prodotto con un obiettivo ben preciso; gli italiani amano liquidità e sicurezza negli investimenti; ING DIRECT sa bene intercettare questi bisogni e, grazie anche alla comunicazione di grande impatto simboleggiata dall’originale simbolo della zucca arancione, desta la curiosità di migliaia di risparmiatori che sperimentano il prodotto.
Di questa grande forza comunicativa deve essersene accorto anche il Gruppo UBI Banca. Che ha deciso per l’appunto di andare al contrattacco, neanche troppo velato, installando dei grandi pannelli luminosi nelle proprie filiali (circa 1.964, sparse per il territorio italiano) e visibili anche all’esterno 24 su 24 .
Niente di strano se non fosse per i messaggi leggibili sui vari banner:
“Vorremmo essere la banca che avete in testa, non nella zucca.”
Il riferimento è fin troppo chiaro, la zucca di Conto Arancio viene richiamata per farne un uso diverso e tramutarlo in offesa: quella Banca crede che i propri clienti abbiano in capo una zucca piuttosto che una testa. Come se fossero persone non pensanti e quindi ritenuti inferiori e ignoranti.
Il messaggio di UBI Banca si pone in contrapposizione candidandosi invece come quella Banca amica, capace di proteggere i propri clienti e di valorizzarli.
Anche in questo caso la comunicazione scelta è quella che mi piacerebbe chiamare parassita, forse un termine azzardato, ma che rende il senso in maniera chiara.
La mia analisi resta ancorata al livello comunicativo e promozionale, ma in realtà ci sarebbe anche da chiedersi fino a che punto queste due banche siano così in diretta concorrenza, quando invece hanno due metodologie molto differenti di essere presenti nel territorio e quindi di fornire servizi. E dando una risposta a questa osservazione ci si pouò anche chiedere fino a che punto una comunicazione di questo tipo (parassita) possa essere efficace.
Lascia un commento