Ne dites pas à ma mère que je suis dans la publicitè… Elle me croit pianiste dans un bordel
lunedì, novembre 10th, 2008Da una meravigliosa intervista (assolutamente da leggere) a Jacques Séguéla riporto un estratto dal sito Mediamente. Una lungimiranza immane. L’intervista risale al 03 aprile del 1998.
Domanda:
A Suo avviso una Tv finanziata dalla pubblicità in che misura rischia di perdere di vista la qualità dei programmi che trasmette?
Risposta:
Può perdere l’anima! Le televisioni di Berlusconi, in Italia, hanno perso l’anima perché troppa pubblicità uccide la pubblicità. Il consumatore ha bisogno di grandi lidi dell’immaginario: torna a casa dopo una giornata spaventosa e vuole mettersi davanti alla Tv per poter partire come un uccellino verso un film o una trasmissione che gli si propone. Il signor Berlusconi arriva e appena il film è iniziato getta uno spot pubblicitario. Il consumatore reagisce, ricomincia il film e dieci minuti dopo ritorna di nuovo la brutalità della pubblicità! Tutti i nostri neuroni del pensiero vengono disturbati. Se la televisione diventa una corsa all’auditel, è una corsa di somari. Invece di guardare la televisione è lei che ci osserva e che prende il peggio di noi, il più basso e il più facile. In cambio, ci restituisce dei serial cretini, dei giochi stupidi e delle trasmissioni imbecilli. Domani, a questo ritmo, moriremo idioti.
Bisogna esigere dalle nostre televisioni, che sono la nostra cultura immediata, di essere portaparola permanenti dell’immaginario e del pensiero.
…troppa pubblicità uccide la pubblicità… come dirlo meglio, non ci sono parole migliori. Concetto perfetto!!!
Aggiungerei solo che anche un certo tipo di pubblicità uccide la pubblicità. Quella che crede il consumatore deficiente gli esempi sarebbero infiniti, ci sono dei claim senza senso, fatti di retorica vuota e fine a se stessa, quasi a voler utilizzare determinate parole, solo per ciò che si crede possano suscitare nell’immaginario del consumatore, senza considerare l’aspetto semantico reale:
Alcuni esempi:
- Al meglio non c’è mai fine –
Ebbene sì questa opera letteraria fa riferimento alla Carta Regina, tutti sappiamo a cosa serve, la domanda sorge spontanea: chi l’ha inventata aveva forse dei problemi intestinali?
- Vogliamo poi ricordare le migliaia di prodotti camuffati in new version, con conseguente promessa della girl svampita di turno che acclama con sorrisino plastificato e in playback, xkè doppiata da una voce suadente: “Ancora più buoni di prima!” (riferito a prodotti food)
“Ancora più sgrassante di prima” (per detergenti)
“Ancora più conveniente”(per tutto ciò a cui è troppo complicato x il copy attribuire un aggettivo nuovo)
E così via…
Ma anche qui una domanda sorge spontanea: Mi verrebbe da dire alla girl di turno: “Ma se fino a ieri mi hai detto:
“Il più buono che esiste” (riferito a prodotti food)
“Il più sgrassante che esiste” (per detergenti)
“Il più conveniente che esiste”(per tutto ciò a cui è troppo complicato x il copy attribuire un aggettivo nuovo)
Come è possibile che ogni volta è meglio di quello precedente??? Deciditi: la sai la differenza tra concetti di assoluto e relativo? i termini di paragone esistono e usarli senza moderazione porta al non essere più credibili!!!
Cosa ti stanno facendo pubblicità? tutti ti odiano, x chi ti guarda sei sempre la stessa, per chi ti sfrutta costi troppo, ma non è colpa tua e cmq stai tranquilla xkè tanto tutti hanno bisogno di te!
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