Saatchi & Saatchi, Mameli e la politica
martedì, ottobre 13th, 2009Cos’hanno in comune la Saatchi & Saatchi, Mameli e la politica? Beh i primi due sicuramente la creatività, mentre insieme solamente Calzedonia. Riporto l’intero articolo così come pubblicato dal Corriere del Veneto (il 13 ottobre 2009)
“Tutti contro Calzedonia, per l’utilizzo dell’inno di Mameli nel nuovo spot («Ragazze d’Italia» il titolo del filmato-reclame). A incendiare le polveri della polemica contro l’azienda veronese è stato il presidente della Provincia di Savona, Angelo Vaccarezza (Pdl): «Con il canto degli italiani non si gioca. E non si può nemmeno metterlo sotto i piedi», le parole del politico, noto anche per varie sue iniziative patriottiche. «L’inno di Mameli non è uno scherzo. È una cosa seria, sentirlo in un spot per pubblicizzare delle calze da donna è una vergogna», aggiunge Vaccarezza, affezionato protagonista di tanti raduni degli alpini (domenica 11 ottobre a Mestre ha preso parte alla cerimonia per il dono dell’olio votivo alla Madonna del Don). Da qui la richiesta del presidente della provincia savonese ai vertici dell’azienda veronese: «Chiedo espressamente all’azienda di eliminare dallo spot le note di Mameli, l’inno non deve essere violato in nessun modo. Lo chiedo a nome non solo dei savonesi, ma di tutti gli italiani che hanno a cuore il canto degli italiani che rappresenta la nostra nazione».
A ruota si è mosso Romano La Russa, coordinatore provinciale milanese del Pdl. «Calzedonia sospenda immediatamente la messa in onda di quella pubblicità infame, altrimenti inviteremo i cittadini a denunciare l’autore dello spot e il responsabile dell’Authority per mancata vigilanza». «Non si può svilire l’inno di Mameli per vendere delle volgarissime calze – continua La Russa – è uno scempio assistere all’inno di Mameli utilizzato in una pubblicità per la vendita di calzamaglia da donna». «Dopo l’attentato di ieri a Milano – continua La Russa – tornare a casa ancora scossi e preoccupati per quanto è successo e vedere in televisione quello spot è come essere umiliati e offesi una seconda volta. Oggi più che mai è necessario ritrovare l’orgoglio e il rispetto dell’essere italiani, di appartenere ad una nazione e ad una cultura che vanno difese. L’inno nazionale è un simbolo di questa unità, dell’italianità, rappresenta il sacrificio di tanti italiani, uomini e donne che si sono immolati per la Patria». «Invito l’Authority delle Telecomunicazioni – conclude – a far rispettare la legge e ritirare lo spot che insulta l’inno, che insieme alla nostra Costituzione e alla bandiera è un emblema dello Stato».”
Per chi non l’abbia ancora visto ecco il video su you tube della polemica: “Sorelle d’Italia” questo il titolo dell’ultimo spot (Casa di produzione: FilmMaster) della nota catena in franchising di calze e calzini Calzedonia. Che siano volgari? dove? come e perchè?… Non ci è dato sapere!
Per quanto riguarda il mio gusto personale non c’è nessuna volgarità e non viola la sensibilità di nessuno. Anzi lo trovo combinato nel migliore dei modi. Musica altamente evocativa riarrangiata (da Francesco Vitaloni) e cantata stupendamente da Sushy. Accompagnata da una evoluzione lineare di immagini che rendono un nuovo significato al testo della canzone. Diviene infatti un inno alla femminilità in tutti i suoi aspetti. Cambia cioè completamente di significato ed è proprio stravolgendone il senso che si riesce a non sminuirlo o renderlo volgare. E’ l’unione della comunicazione verbale e visiva che dà forza e senso al messaggio. Ma evidentemente qualcuno non ha colto questa “ironica” e “femminile” versione dell’inno. Non sia mai che ci siano delle “sorelle“…
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